MOSTRE 2016

Martedì, 8 novembre 2016 alle 19.00 - Museo regionale di Capodistria
Inaugurazione delle mostre

Tema dell'Extempore: LA FOLLIA
Organizzatrice: Dragica Samsa

Extempore

8. - 13.11. 2016 - Museo regionale di Capodistria
Mostra dei quadri premiati e dei lavori della selezione finale
del 7° extempore internazionale

In mostra fino al 13.11.2016 – secondo l'orario del museo /

8. - 28.11.2016 - Atrio del Ginnasio di Capodistria
Mostra accompagnatrice dei partecipanti all'extempore
In mostra fino al 28.11.2016

Extempore

Nel follemente bell'autunno di mercoledì, 28 settembre 2016, a quarantadue giorni dall'apertura della Biennale di musica contemporanea dal titolo “Follia” si è svolto per le strade di Capodistria il suo primo evento. Nella simbiosi del 7° extempore internazionale di pittura e del laboratorio di improvvisazione musicale, giovani provenienti da varie scuole primarie e secondarie e studenti del ginnasio artistico e musicale sotto la guida del compositore Matej Bonin hanno interpretato con il linguaggio visivo e musicale diversi punti di vista sulla follia e la comprensione di essa nelle composizioni immaginarie nelle quali si sentiva una grande espressione personale e la sensazione del concetto di follia, e nelle spettacolari improvvisazioni musicali.

Si sono uniti anche gli studenti del teatro, fotografi e cameraman che hanno ravvivato e documentato l'evento. Alla cerimonia di chiusura e la consegna dei premi i partecipanti sono stati sorpresi dagli studenti di musica che hanno avvicinato al pubblico la follia tramite la “conversazione” di strumenti diversi. Suoni insoliti a cui di solito non siamo abituati provenivano da diverse parti dell'atrio e creavano un'atmosfera folle, confermata anche da un grande applauso. I disegni dei partecipanti all'Extempore hanno raccontato invece la loro rispettiva storia.

Alcuni spunti della presidente della commissione tecnica, Sanja Tošić, ci confermano quanto siano diversi i punti di vista sulla follia vista attraverso gli occhi dei giovani. Nella categoria del ginnasio artistico la giuria ha assegnato due primi premi.

“Narrativa surrealista della studentessa vincitrice dal Ginnasio artistico di Capodistria Gaja Lapanje Stanič, creata con la combinazione di illustrazioni, tecniche di collage e stampe, nel cuore della storia mette una mucca in bianco e nero. Ci fissa da uno sfondo bianco con la tessitura di carta fresca calpestata portando pattini da lungo dimenticati. Naturalmente è possibile definire la mucca con due code e con un palloncino verde che ci fissa allegramente, mentre da essa spunta un ovolo malefico, come pazza fantasia o addirittura come apparizione folle che pone la questione: Le muche pazze sono davvero pazze o sono pazzi i pazzi che li divertono le mucche pazze mentre pattinano e si nascondono dai raggi di sole dietro gli ombrelli sopra le teste?”

All'incrocio di pittura, collage e illustrazione scintillano in una composizione dinamica le immagini di volti umani persuasi dal pathos - una condizione psichica, psicosi e schizofrenia. Lo studente vincente dal Ginnasio artistico di Capodistria Kristian Župan apre con l'illustrazione il disegno nella figura, uno spazio nello spazio, luminoso, su uno sfondo scuro di atmosfera apocalittica, dove abita una follia malata guidata da un sole ludico morto che sorride cinicamente.

Il disegno vincente di Lea Zigante, dalla scuola elementare Vojka Šmuc di Izola, concentra “l'occhio dello spettatore su una strada della città, dove il tema centrale della follia è rappresentato da una linea sociale tra ordine e disordine, tra normale e anormale, tra statica e dinamica e tra il quadrato e la macchia ...

” “Pathos espressivo delle tecnologie di informazione e di comunicazione del vincitore dall'Istituto Tecnico Centrale di Capodistria Petja Kocet ritrae una composizione costruita con gli elementi di una società capitalista di consumo, per mostrare l'intrappolamento della società nella tecnologia del nostro tempo: un periodo di schermi, hard disk, chip, schede e altri prodotti di produzione di massa. Tromba, sigarette e altre forme che ricordano le icone di Internet testimoniano il diluvio, cioè il sovraccarico delle informazioni su Internet che galleggiano nei luoghi oscuri della coscienza. Tristi, stanchi, i fantasmi grigi intrappolati in uno schermo nero proiettano un simbolo emotivo con l'espressione apatica di un robot, segno dell'insensibilità dell'uomo sostenuta dall'iscrizione tipografica sul hardware, You Hate.”

Quando guardiamo e cerchiamo di capire queste testimonianze artistiche dei giovani possiamo chiederci: “Quante delle loro immagini hanno mostrato anche l'altro lato della follia? O se la follia può essere per i giovani anche qualcosa di pazzamente bello, felice, innamorato, follemente libero ... Cos'è la follia giovanile? O se “la follia giovanile salta un fosso lì dove c'è il ponte”, come dice il proverbio. Cosa vogliono comunicarci i giovani? Sappiamo ascoltarli, gli tolleriamo la libertà di saltare abbastanza lontano ... o li accompagniamo attraverso il ponte che però a metà strada può crollare? Chi è allora meno matto ...? Molte risposte sono nascoste in queste immagini che potete vedere alla mostra e allo stesso tempo godervi il film di Jan Krevatin sugli avvenimenti di questa giornata folle.

Dragica Samsa
Traduzione: Melita Mislej